Dopo aver centrato la salvezza nel campionato di Eccellenza, si è chiusa l’esperienza di mister Matteo Cocco sulla panchina dell’Arenzano. Una stagione intensa, vissuta tra difficoltà e soddisfazioni, che l’allenatore ha analizzato a poche ore dalla separazione con la società crociata-.
Mister, obiettivo salvezza centrato in un'annata che ti ha visto per la prima volta, con i dilettanti, uscire dal nostro comprensorio.
«Aver mantenuto la categoria è il punto cardine della nostra stagione. Ci sono stati momenti belli e siamo stati, tra virgolette, bene anche nei frangenti in cui c’è stato da battagliare. In quei passaggi siamo riusciti a mantenere un alto tasso di coesione e ciò non era affatto scontato. Sotto questo punto di vista non ho avuto alcun rimpianto, anzi: sono stato felice del percorso condotto, seppur faticoso. È rimasto magari un filo di amaro in bocca, perché con qualche imprevisto in meno sarebbero bastati tre o quattro punti in più per dare alla classifica un'immagine completamente diversa.»
E' stato uno dei fattori sulla vostra separazione?
«No, anzi: è stata una decisione che ho voluto prendere subito dopo aver raggiunto l’obiettivo, non a causa delle difficoltà incontrate nel percorso. Sicuramente l’interpretazione di alcuni momenti difficili non è stata allineata con il club e ha fatto sì che siano emerse alcune criticità. Però è stata una decisione che non ha avuto a che fare con i risultati, ma con un modo diverso di vedere lo sviluppo della squadra a trecentosessanta gradi.»
Cosa si è aspettato dal futuro?
«Per ragioni di vita ho deciso di rimanere sul territorio. Quello che cerco è un posto in cui poter costruire qualcosa di bello e condiviso, con una visione non necessariamente a breve scadenza.»














